Tracing Venice: Opere d’arte musive in metallo
A cura di Zanellatto/Bortotto e De Castelli



Queste opere rappresentano il lavoro paziente ed incessante svolto dal tempo sui decori marciani e sono un tributo autentico e sincero alla città lagunare, descrivendone la fragilità ma anche la resilienza nel resistere dinnanzi alla forza erosiva del mare.



La Basilica di San Marco è il fulcro della città lagunare, e ne è forse il punto più delicato e colpito dall’innalzamento della marea. Entrandovi si può scoprire un tesoro ai nostri piedi: i meravigliosi mosaici policromi del XII secolo che ricoprono più di 2000 metri quadri di pavimentazione. Un insieme complesso ed elaborato di motivi ornamentali musivi dal profondo significato simbolico. Un’opera fuori dal tempo che racchiude in sé mondi e storie lontani.



Il progetto racconta i disegni dei mosaici marciani ricalcandone i segni di deterioramento e usura, esaltati attraverso le sfumature e le ossidazioni del metallo. In ciascun pezzo viene raccontata una storia che fa dell’imperfezione della materia un elemento fondamentale per riflettere sull’importanza di un bene fragile da preservare ad ogni costo.



Il rame, l’ottone e l’acciaio acquisiscono tonalità policrome e declinano finiture straordinarie in cui ossidazioni, erosioni, spazzolature vengono trasfigurate in un suggestivo caleidoscopio di variazioni. Geometrie e colori prendono la forma del mosaico dove le diverse texture si combinano, si alternano e si moltiplicano quasi come fossero materia viva.